Cosa c’entra un brindisi con l’intelligenza artificiale e lavoro? Nella tradizione umana, il brindisi ha sempre segnato il passaggio dalle ostilità alla pace; non è un caso che il rosso, colore del conflitto, si trasformi nel calice simbolo di riconciliazione. E proprio da questo parallelo cromatico, nel 2025 spunta una speranza: l’Intelligenza Artificiale che trasforma il rosso del dolore in quello della celebrazione, quale simbolo di questa metamorfosi.
🍷Un calice di vino rosso, beneagurante che possa esorcizzare sostituendolo il rosso del sangue che purtroppo è tornato a scorrere copioso; grazie agli effetti dell’IA che esegue i nostri desideri illudendoci con le sue straordinarie tecnologie, ecco l’immagine di un brindisi che accomuni tutti con il sottofondo di scene di guerra finalmente restituite al passato allontanandole dal presente.

Ad ogni inizio d’anno si attribuiscono speranze e buoni intenti, confondendoli spesso con desideri anche intimi piuttosto che concrete aspirazioni e nell’atmosfera sovraesposta delle festività e del Natale, è concesso a tutti, anche ai grandi, di uscire un po’ fuori dalla razionalità per lasciare spazio alle fantasie.
Ma guardando indietro, a partire dal 2020, in cui proprio nei giorni delle festività a ridosso del Capodanno si tentava di soffocare goffamente con iniezioni di ottimismo isterico e sprovveduto quell’acronimo che diverrà presto incubo, Covid19, sono divenute realtà cui ci siamo abituati, oltre alla pandemia, anche guerre, che sembravano lontane o solo riprodotte negli Studios: 2022 e 2023, in una tragica sequenza ravvicinata, hanno azzerato quasi di colpo quanto, con tanta ipocrisia, si era cercato per decenni di archiviare come passato che non tornerà più, Ucraina e Gaza = Guerra nel cuore dell’Europa e del Mediterraneo.
Si può dunque lenire il tutto con un tocco di fantasia?
Se davvero sarà il 2025 l’anno dell’intelligenza artificiale e lavoro, ci si potrà affidare ad essa per trasformare in realtà i desideri e le ambizioni, un po’ come quando dai risultati di una ricerca, si scelgono le risposte desiderate, ignorando le altre, o come quando si va dal chirurgo estetico o si consulta una fattucchiera, una specie di “specchio delle mie brame” molto avanzato, direi “taumaturgico”.

Sto estremizzando ovviamente. Ma lo faccio proprio perché, seguendo articoli di siti specializzati, e lavorando come consulente di Professionisti ed Aziende, quotidianamente oramai sento e leggo sciocchezze a volontà su quello che sicuramente sarà tra i temi maggiormente esposti anche in questo 2025: l’Intelligenza Artificiale e, in antitesi, la deficienza umana, intesa come deficit, mancanza della sufficiente conoscenza per potercisi affidare con consapevolezza.
E’ tutto là, nella consapevolezza, come ho già scritto in questo mio articolo lo scorso novembre, cui pongo proprio l’accento sui pro e contro scaturiti dalla mancanza di informazioni e conseguente deficit di consapevolezza.

Il Dovere di chi opera in ambito Corporate, Professionisti e Manager di Aziende è Sapere come funzionano le tecnologie che fanno capo a sistemi guidati da IA, come vengono istruiti, testati, regolamentati e come possano davvero aiutare a migliorare cicli produttivi, catene del valore, sostenibilità, condizioni di lavoro per le risorse, responsabilizzazione ed accountability, stanando bias, evitandoli. Intelligenza Artificiale e lavoro corrono su binari paralleli verso un futuro inarrestabile ed estremamente sensibile ai mutamenti.
⚠️ Ecco motivata la preoccupazione quando Professionisti poco consapevoli se non scellerati, ti rivolgono domande o ti raccontano di aver letto sui social di strumenti “magici” che in un attimo ti forniscono risposte “approfondite” e ricche per poter a loro volta, con altrettanta velocità e poco approfondimento, fornire consulenza ai propri clienti. Senza mai chiedersi come ciò sia possibile, da quali fonti, autori, studi e, come vedremo di seguito, con quale entità di investimenti? Già, vediamo qualche numero.
💰Dai 244 miliardi di dollari nel 2025, agli 827 entro il 2030: il valore di mercato globale dell’IA.
Secondo una stima autorevole di Goldman Sachs Economics Research a tanto ammontano le cifre attuali ed in crescita esponenziale che riguarderanno soprattutto sanità, finanza e manifattura, spingendo le aziende ed i relativi indotti di catena del valore in e out, ad investimenti in tecnologie avanzate per rendere, come dicevamo prima, più sostenibili i cicli attraverso un efficientamento programmato e veloce, che tenga conto di ogni fattore legato all’ambiente che, come abbiamo visto nel corso del 2024, ha lanciato messaggi inequivocabili.

Intelligenza Artificiale e Lavoro
Gli scenari di mercato impattano fortemente su fusioni, acquisizioni, specie nel ramo tech, come rileva attentamente Wired, ridisegnando mappe e schieramenti a suon di trilioni. Ecco perché quando leggiamo ricette miracolose di soluzioni magiche come pozioni a basso costo se non addirittura gratis, abbiamo l’obbligo, specie in contesti Corporate e Business, di addrizzare le antenne e non abboccare.
Sempre Goldman Sachs rileva alcuni casi d’uso specifici che stanno emergendo se si esaminano i settori che utilizzano l’IA generativa con tassi di adozione più elevati come i servizi di informazione, la finanza e le assicurazioni; anche l’industria cinematografica e delle registrazioni audio sono settori in cui tale tipologia di adozione è di gran lunga superiore alla media economica. Intelligenza Artificiale e Lavoro, tanto è.
Chi può quindi permettersi scelleratamente di distribuire quasi gratuitamente servizi di elevatissimo livello tecnologico, quali i servizi di IA, per i quali occorrono investimenti miliardari?
Nessuno. Non è possibile, a meno che siano frutto di scraping selvaggio, oltre che illegittimo: grazie a programmi informatici audaci, si estraggono dati ed informazioni dagli output generati da altri programmi, in parole povere, si fa pesca a strascico di informazioni su un determinato tema calibrato sul web, si rimestolano risposte con elementi generativi ben istruiti e voilà, escono le notizie come si desiderava fossero: bene impostate, esaustive, in pochi secondi e, miracolo dei miracoli, gratis o giù di lì.
Le fonti? Ma chissene…, come visto prima “specchio delle mie brame…” e via, tutti felici e contenti di aver trovato quella risposta veloce grazie alla quale si innescano una serie di danni a cascata, tipo Fiera dell’Est: il Manager ottiene l’informazione che cercava dal Professionista che a sua volta le ha rimediate da un chatbot che aveva fatto scraping, quindi il mix di deduzioni/decisioni (input/output), indirizza verso scelte strategiche per le quali sono stati previsti investimenti, risorse, persone, cicli e catene, logistica, mercati di sbocco ecc. Ma se a monte vi erano input tossici o bias, facile immaginare la qualità degli output che giungeranno a valle. Trash e Allucinazioni.
Pensa che ingenui quelli di Alphabet o Nvidia o Microsoft 🫢 che invece continuano ad investire in acquisizioni, fusioni, ricerca, tecnologie innovative e molto altro, evidentemente più di altri, credono che davvero il 2025 sarà l’anno dell’Intelligenza Artificiale, come il 2024 e così in avanti.
Intelligenza Artificiale e Lavoro: dovere dei Professionisti e dei Manager è acquisire consapevolezza per dispensarla nella propria catena del valore col piacere di essere eticamente responsabili e contribuire attivamente ad uno sviluppo sostenibile: qui il link per scaricare programma e modalità di adesione 7 incontri online, streaming, on demand | dal 16 gennaio



