certificazione di qualita

Perché la certificazione di qualità è ormai indispensabile alle soglie del 2025? Unità d’intenti per Professionisti & Aziende, che vogliono distinguersi dal Fake 🥸

Sempre più numerosi Professionisti ed Aziende che promuovono una propria certificazione di qualità sui social, ma spesso si trovano con una fila di clienti scontenti alla porta.

Nel mondo social, dove un fiume di recensioni fake travolge ignari potenziali clienti alla ricerca di un servizio di qualità, diventa sempre più indispensabile distinguersi.

210mila Professionisti appartenenti alla cosiddetta area non regolamentata (cioè priva di un ordine specifico) negli ultimi dieci anni hanno volontariamente deciso di munirsi di una certificazione indipendente delle proprie competenze, parametrandosi con i requisiti riconosciuti dall’EQF.

Si potrebbe obiettare che questa esigenza sia scaturita dalla natura stessa della definizione dell’area come non regolamentata, creando la necessità di ottenere un riconoscimento in mancanza di un albo o un ordine specifico.

Ma, negli ultimi anni, anche Professionisti iscritti ad Albi e Ordini regolamentati, hanno percepito la necessità di rafforzare, specie per determinate competenze, la propria reputazione con Certificazioni ad hoc, che appaiono quasi come strumenti di difesa da competenze farlocche.

Se si considera che circa il 15% del PIL nazionale (fonte Accredia) è mosso dai circa 5milioni di professionisti di cui solo circa la metà regolamentati, ovvero appartenenti a ordini, albi e collegi riconosciuti e la velocità della tecnologia che crea nuovi segmenti di esigenze da colmare con nuove competenze, comprendiamo quanto sia vitale oggi ottenere il riconoscimento delle proprie specifiche competenze e soprattutto tutelarle in quanto minacciate.

Ambito Corporate Professionale per la certificazione di qualità

Siamo nell’ambito più delicato, dove i player sono Aziende, Professionisti e Manager quotidianamente alle prese con mutamenti continui di contesto, che impongono altrettanti pit stop e ripartenze.

Scelte o strategie sbagliate possono esaltare o affossare aspettative e numeri fondamentali, come Pil e occupazione, welfare e tutti i servizi legati ai vari gettiti.

Con l’avvento dirompente dell’IA, in un contesto già gravato dagli abusi di ‘ego-edonismo’ amplificati dai social network, emerge la necessità, per molti, di difendersi piuttosto che di distinguersi.

Da cosa? Dall’eccesso praticato da chi, in preda appunto del piacere di auto celebrarsi, pur di raccogliere consensi, amplifica a dismisura sin quasi a millantare, proprie competenze e titoli su argomenti e tematiche che, a seconda del momento sono più in voga e quindi più attraenti oltre che, spesso, ancora poco conosciuti e quindi è più facile incorrere nell’errore di ritenere qualcuno più competente di altri proprio a causa di ciò; fino a rasentare il fake.

Ora proviamo a riflettere su quanto ciò possa essere devastante se va ad intaccare il rapporto di fiducia che in genere lega Professionisti e loro assistiti, come Imprese o altri Professionisti. O Aziende che fanno della loro autenticità produttiva la propria mission e si vedono superate da chi invece la millanta.

Stanare un falso professionista tutto sommato non è difficile, infatti Avvocati, Commercialisti, Consulenti del Lavoro, come Medici, Architetti, ecc. essendo iscritti ai relativi Ordini, basterebbe semplicemente consultarli online.

Spesso, complice l’ignoranza e la superficialità di clienti sprovveduti poiché ingannati dalla parcella più economica, si cade nel tranello ed i casi sono tanti e riguardano molte categorie come spesso raccontato da servizi tv (Striscia la Notizia) o su blog ufficiali.

Non a caso prima ho tirato in ballo il termine fake, poiché di ciò si tratta laddove un imprenditore dovesse prendere una decisione strategica a valle di una consulenza fake millantata da un professionista (con la p minuscola) che si è detto competente ed esperto su una determinata materia o tema o altro che possa incidere nelle decisioni di un’impresa.

Ed è proprio nel rapporto col cliente che i cambiamenti hanno inciso maggiormente, complice il quadro normativo in continua evoluzione, spesso contraddittorio o poco intuitivo, che genera richieste continue di chiarimenti e adeguamenti da parte dei clienti.

Ciò incide direttamente sui processi e l’organizzazione del lavoro messi sotto stress tanto da ricercare in continuazione nuovi modelli più funzionali di comunicazione e gestione dei flussi, correndo il rischio di spersonalizzare sino a comprometterne il rapporto, facilitando l’insinuarsi di pseudo professionisti di cui sopra.

Così come il mercato, convulso e drogato dal post pandemia, offrendo prodotti e servizi di dubbia provenienza a prezzi mai immaginati prima, altera la qualità mettendo in crisi aziende che hanno fatto della qualità il proprio modello produttivo e distintivo.

Come fare quindi per capire se un Professionista, pur iscritto regolarmente all’Albo, sia effettivamente competente in una determinata materia o specificità? O se un prodotto made in Italy è davvero fatto in Italia o solo assemblato ed etichettato?

Il 15% delle PMI, in un’indagine AssoConsumatori pubblicata lo scorso dicembre in relazione al 2022, manifesta insoddisfazione per la lentezza dei servizi e quindi dichiara di voler cambiare commercialista; ma anche per i consulenti del lavoro sono diverse le contestazioni di errori, così come per altre categorie professionali.

Sempre e solo colpa della quantità degli adempimenti e delle norme tortuose e difficilmente interpretabili?

O proprio a causa di ciò crescono profili poco professionali pronti ad approfittarne?

Difendersi attaccando: Certificarsi

Siamo al punto: diventa cruciale certificare la propria qualità, sia dei servizi erogati che dei beni prodotti, imprescindibilmente, specie in relazione alla sostenibilità. Obbligo morale e sostanziale nei riguardi di sé stessi e dei propri clienti.

Per un Professionista la Certificazione non solo attesta la propria affidabilità e le proprie competenze, ma gioca un ruolo fondamentale nel promuovere pratiche sostenibili, etiche e responsabili, cioè il contrario di fake e millanterie varie, riportando in equilibrio il rapporto di fiducia Professionista/Azienda che, come dicevamo prima, appare sempre più spesso minacciato e messo in discussione da attestazioni discutibili, dichiarate competenze ed esperienze non comprovate, appartenenze a pseudo circuiti e reti non meglio identificate.

Tutto questo è alla luce del sole, infatti è proprio Il Sole24Ore che già dal 2019 ha dato il via alla realizzazione di un circuito di rete, un network di competenze selezionate e trasversali, proprio per accomunarle, certificandole, attraverso la connessione di Professionisti (Avvocati, Commercialisti, Consulenti del Lavoro e Tecnici) e Aziende, sotto l’egida attenta ed esperta del brand 24Ore nel network che si chiama proprio Partner24.

Appartenenza, condivisione, visibilità e tutela dei propri valori esperienziali possiamo considerarli l’antidoto a quanto detto prima, per difendersi dal fake ed evitare, da parte delle Imprese d’imbattersi in erogatori specializzati del nulla. Ma non basta, infatti, sempre in casa 24Ore nel 2023 si è pensato, di alzare ancora un po’ l’asticella.

Certificazioni: Partner24 Qualità e ItalyX

Nell’ambito Corporate Professionale, come dicevo prima delicato per i numeri diretti e indiretti dal cui equilibrio scaturiscono, Il Sole 24Ore ha messo in campo due certificazioni, una per categoria: Qualità24 per i Professionisti e ItalyX per le Aziende del made in Italy.

La Certificazione Qualità24 inscritta nell’ecosistema del network Partner24Ore vuole essere proprio quello strumento distintivo che attesta, grazie ad una scrupolosa verifica terza da parte di un Certificatore indipendente internazionale come Bureau Veritas, per mezzo di un disciplinare 24Ore, il grado di qualità dei servizi che Avvocati, Commercialisti e Consulenti del Lavoro erogano nei confronti dei loro assistiti.

certificazione di qualità sole 24 ore

Posso affermare, avendo gestito miei clienti durante l’assessment fino all’ottenimento della Certificazione, che si tratta di un emozionante momento di crescita della propria consapevolezza, un po’ come mettersi allo specchio o su una bilancia e capire se e cosa può ancora essere migliorabile e come.

Come dichiarato ad esempio da Daniela Bontempo, Consulente del Lavoro e consocia dello Studio Durantini Bontempo de L’Aquila, “…la Certificazione Qualità24 per tutto il nostro staff è stata accolta come un valore aggiunto e punto di partenza, una sorta di continuum, aggregato ai valori già sedimentati…”.

Il valore distintivo è la conseguenza di una consapevolezza riconosciuta, certificata, azzardo un neologismo a-fake, a come privativa o anti, come si preferisce, ma in ogni caso una vera e propria certificazione di qualità, con un annesso programma di visibilità e connessione all’interno del network Partner24, un’oasi di selezione e senso di appartenenza.

ItalyX è la materializzazione di un ulteriore sigillo di appartenenza, stavolta dedicato alle Imprese Italiane che dell’Italianità fanno la propria Eccellenza, e qui il discorso portante è più semplice ma complesso se pensiamo al fake di cui finora ho fatto cenno, in proporzione al valore intrinseco, in quanto l’Italia è tra le sette più importanti economie del mondo, pur non essendo tra le più grandi nazioni come popolazione o estensione ed abbiamo un manifatturiero tra i più forti ed apprezzati in assoluto.

Entra in scena quindi la necessità, ravvisata finalmente con convinzione anche a livello governativo, di affermare con forza il “made in”, dove nascono idee e progetti e dove si materializzano in prodotti che diventano made in Italy, tanto che l’Italia scavalca il Giappone nella classifica mondiale dell’export ai piedi del podio come sempre occupato da colossi come Cina, Usa e Germania con uno storico e bene augurante quarto posto.

Proprio da tali constatazioni e dal desiderio di rafforzare la consapevolezza della forza intrinseca del brand “made in Italy”, che il Gruppo 24Ore e Confindustria hanno dato vita al progetto della Certificazione dell’Eccellenza Italiana ItalyX.

Grazie ad una certificazione, potrai sicuramente contribuire alla crescita del sistema Italia e dell’export italiano quarto nel mondo (articolo disponibile in abbonamento su plus24).

Lo scorso 19 giugno a Milano «ItalyX Business Matching Meeting», l’AD del Gruppo 24Ore Mirja Cartia d’Asero, dati alla mano, ha sottolineato «Nonostante la cifra complessiva dell’export dall’Italia sia altissima, guardando con attenzione i dati, vediamo che le aziende italiane che esportano sono solo il 10% del totale e ricordiamo che più del 90% delle imprese italiane sono piccole e medie. Sono oltre 135mila le aziende che vanno oltre confine, ma 1.500 valgono da sole il 55% del valore totale dell’export, le mitiche multinazionali tascabili con le quali l’Italia conquista il mondo da decenni», evidenziando che ci sono ampi margini di crescita a disposizione specie per le PMI.

Necessità quindi per le tante PMI dello stivale di mettere la testa fuori con la consapevolezza di possedere quell’ingrediente fondamentale che è il brand made in Italy nel mondo, certificandosi con ItalyX che ne attesta i passaggi fondamentali grazie ad un rigoroso disciplinare Sole 24Ore verificato sul campo da enti certificatori terzi di fama internazionale come Bureau Veritas ed al programma di visibilità congiunto Partner24/Confindustria, come spesso ricordato dal Direttore Generale dell’Area Professionale 24Ore Eraldo Minella.

“Per chi della sostenibilità e della responsabilità sociale ne ha fatto il fulcro attorno al quale è stata edificata la storia del Gruppo, certificare significa sottolineare e ribadire che senza affiancare valori reali a quelli dichiarati dimostrandoli nel tempo, non si può mantenere stabilmente una leadership riconosciuta e durevole nel mondo…”

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Giovina Di Cecco Csr Resp. Sostenibilità del Gruppo Fratelli De Cecco di Filippo Fara San Martino Spa, durante le fasi attraverso cui abbiamo portato insieme a termine il processo di Certificazione ItalyX, tra le prime Grandi Imprese che hanno aderito con entusiasmo al nostro progetto.

“Girando ovunque in Europa e oltreoceanoAdelaide Solimene Resp. Qualità Riflessi ci imbattiamo spesso in marchi, aziende, procuratori, responsabili commerciali che raccontano di loro “prodotti made in Italy” a compratori stranieri, responsabili di aree commerciali in paesi emergenti, quando in realtà di italiano in quei prodotti c’è ben poco, spesso solo sedi legali o di rappresentanza, e proprio per questo aderiamo con forza ad una Certificazione che è in sostanza proprio l’affermazione di quanto di meglio possa rappresentare la nostra Eccellenza…”.

Proiezioni

Sicuramente l’avanzamento tecnologico, in linea con quanto accaduto sempre nella storia, porta con sé entusiasmi e conseguenti frenate, per poi gradualmente liberarsi delle spurie ed affermarsi convintamente, come sta accadendo ora con l’intelligenza artificiale, messa in discussione proprio da coloro che nell’ultimo lustro l’hanno lanciata sul largo consumo perché minata dal fake.

Consapevolezza: l’unico mezzo per contrastare ignoranza e fake e sottolineare ciò che realmente si è, senza millantare.

Quindi, per restare nel tema che ho sollevato con questa mia riflessione che si desume dalla mia esperienza nella consulenza verso Professionisti e Imprese, professionalmente si ha il dovere, specie nel rispetto di sé stessi e dei propri clienti ai quali si eroga un servizio piuttosto che un prodotto, di difendersi, non tanto con un corso di difesa personale, che poi non sarebbe neanche male, ma certificando ciò che si è, difendendosi da ciò che lo sembra.

Cosa fare ora

Iniziare un percorso di certificazione di qualità, se non si è fake 🥸 è più facile di quanto si immagini e come tutti percorsi, meglio e prima si comincia, prima e meglio ci si distingue.

Per i Professionisti: Certificazione di Qualità24

Obiettivo per Avvocati, Commercialisti e Consulenti del Lavoro: non solo ribadire ai propri clienti, gratificandoli, di aver scelto un Professionista serio e competente, ma soprattutto metterli in guardia dal farsi irretire da soggetti fake con scarsa professionalità, che comprometterebbero la loro credibilità ed i risultati.

Certificarsi con Il Sole 24 Ore è un percorso in pochi step da remoto, serio e rigoroso ed è un must per chi vuole distinguersi soprattutto online.

Se sei curioso e pronto per diventare ancor più punto di riferimento per i tuoi clienti e far sì che siano essi stessi a raccontare di te, ti guiderò in modo chiaro e semplice in pochi passi. Incominciamo cliccando qui.

Per le Aziende la Certificazione di Qualità e dell’Eccellenza Italiana: ItalyX

Se il tuo made in Italy 🇮🇹 è vero e autentico e non fake in Italy 🥸, leggendo questo mio articolo fin qui avrai già capito se è meglio cambiare lettura o andare avanti convintamente.

Se è così, come mi auguro, e vuoi fortemente distinguere il tuo made in Italy con una Certificazione ad hoc come ItalyX, iniziamo subito con un pre screening compilando la scheda.

La Certificazione che Promuove l’Eccellenza Italiana

Il nuovo servizio che certifica l’italianità delle imprese in base a un disciplinare del Sole 24 Ore in collaborazione con primari enti di certificazione

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